IL COMANDANTE MIMMO VAVALLO

Post da Febbraio 2008

Si aprano le danze!

29 Febbraio 2008 · 22 Commenti

Il popolo della libertà di Mola di Bari inizia ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni politiche 2008.

Dopo che oggi SILVIO BERLUSCONI ha presentato il programma elettorale, da domani, in tutte le piazze di ITALIA, gli elettori potranno scegliere i punti programmatici ai quali vorrebbero dare priorità nella eventuale prossima esperienza di Governo della squadra Azzurra.

Noi di Mola, seguendo le direttive nazionali, domenica mattina, dalle ore 9,00, saremo in piazza XX Settembre a porci da intermediari tra il popolo Italiano e il futuro Governo del Paese. Ai nostri banchetti potrete, infatti, operare le vostre scelte, le quali saranno, successivamente girate alla dirigenza nazionale del partito che, in funzione della volontà del popolo, elaborerà una scaletta delle priorità da portare avanti.

Slogan di questa campagna elettorale sarà, anzi già lo è: “RIALZATI ITALIA!”. Mai motto fu più a pennello. Non a caso, oltre a tale frase, su tutti i volantini elettorali, troneggia anche: “La sinistra ha messo il Paese in ginocchio”. Insomma il popolo della libertà si propone come innanzitutto risolutore della situazione drammatica in cui ci lasciano le sinistre e, in secondo luogo, come realizzatore di uno sviluppo che la sinistra non ha neanche mai contemplato.

Siccome non vogliamo che la gente, nel momento in cui si trova davanti al banchetto, sia sprovveduta su quel che gli si chiede, mi preme anche elencare i punti programmatici tra cui scegliere l’ordine di priorità: 1) Detassazione integrale degli straordinari; 2) Detassazione graduale della 13^a mensilità; 3)Obbligo di versamento dell’IVA solo dopo l’avvenuto incasso della fattura; 4)Riduzione dell’IVA sul turismo; 5) Rilancio e completamento delle grandi opere: strade, autostrade, alta velocità, Ponte sullo Stretto, ecc…

In  più domenica, sempre nei nostri gazebo, potrete anche ritirare la lettera che il PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI ha scritto per tutti NOI, come incitamento a una difficile campagna elettorale che ci aspetta, seppur ovviamente vincente!

Sempre in occasione della presentazione del programma elettorale, tutti coloro ( giovani o adulti) che vorrebbero affrontare con NOI questa affascinante campagna elettorale possono farcelo sapere, in modo da poterli subito coinvolgere in questa ennesima battaglia politica che ci vede protagonisti da molto vicini, vista inoltre la certezza della riuscita di questa tornata elettorale!

Come se non bastasse, in una domenica ricca di eventi, domenica pomeriggio, NOI di AZIONE GIOVANI riuniamo tutti i nostri ragazzi alle ore 18,00, presso la nostra sede. Ovvio che sarebbe gradita anche la presenza di tanti giovani di DESTRA che, anche se non sono mai stati vicini ad ALLEANZA NAZIONALE, si troveranno in questo periodo a dover affrontare una campagna elettorale con tutti NOI, nell’ottica futura di una grande DESTRA che, una volta al Governo, cambierà drasticamente la ITALIA e non andrà mai via, forte del consenso elettorale che non verrà mai meno!

Buona  campagna elettorale a tutti voi!

Categorie: "La guerra del COMANDANTE" · ALLEANZA NAZIONALE · AMICI · AZIONE GIOVANI · AZIONE UNIVERSITARIA · Convegni,conferenze e manifestazioni · DESTRA · IO, MIMMO VAVALLO · MOLA DI BARI · Notizie utili · POLITICA

Come vengono eliminati i rifiuti dei bagni degli aerei?

26 Febbraio 2008 · 12 Commenti

Rispondo così a un dubbio amletico che ci si poneva in alcuni contesti della alta società molese!

Ecco una semplice risposta…dedicata a Fernando!

Tutti gli scarichi vengono raccolti in appositi recipienti con solventi per liquefare tutto.
Poi a terra, durante la sosta queti contenitori vengono svuotati.
In aria non si scarica nulla… mica stiamo su un treno che quando vai al bagno nel buco dello scarico vedi i binari…

anche se venissero scaricati in volo sia l’urina che il resto… ad alte quote verrebbero trasformati in cristalli di ghiaccio e disperse nell’aria… anche se fosse (ma non lo è) non vi arriverebbero comunque secchiate di “pipi” in testa… ammeno che non scarichino a 1000 piedi in corto finale… bah… comunque non è così.”

Spero di aver soddisfatto il vostro dubbio!

Categorie: AMICI · Notizie utili · faxxate

GIANFRANCO vi zittisce…almeno per ora!

23 Febbraio 2008 · 30 Commenti

“Noi Manteniamo la nostra identità di ALLEANZA NAZIONALE…i nostri elettori resteranno molto più contenti dopo che avranno letto il programma, riconoscendo in esso diverse tematiche proprie di ALLEANZA NAZIONALE tipo identità Nazionale e sicurezza…”

GIANFRANCO FINI

Queste sono più o meno le parole dette ieri dal PRESIDENTISSIMO. Mi dispiace per chi dava già tutto per scontato… a quanto pare il DELFINO di GIORGIO ALMIRANTE non la pensa affatto così. Anzi sembra chiaro che voglia tenersi stretta la propria identità e sta facendo di tutto per tutelarla al meglio.

Comunque avremo, a detta SUA, tante belle risposte nel momento in cui saranno consegnati i programmi elettorali…Vedremo quale sarà il più bello!

Categorie: "La guerra del COMANDANTE" · ALLEANZA NAZIONALE · AMICI · AZIONE GIOVANI · AZIONE UNIVERSITARIA · DESTRA · IO, MIMMO VAVALLO · Notizie utili · POLITICA

A voi…quello che non sapete!

21 Febbraio 2008 · 95 Commenti

Dedicato a chi, con molta poca coerenza, cambia idea giorno per giorno! A te…un pò di storia:

GIORGIO ALMIRANTE di Emanuele PigniALMIRANTE GIORGIO. – Nacque a Salsomaggiore (Parma) il 27 giugno 1914 da Mario e da Rita Armaroli.

Il padre (1890-1964), attore, direttore di scena di Eleonora Duse e di Ruggero Ruggeri e poi regista del cinema muto, apparteneva ad una famiglia di attori e di patrioti, nota dalla prima metà del secolo XIX, con ascendenti appartenenti all’alta nobiltà di Napoli (gli Almirante, duchi di Cerza Piccola dal 1691). Il primo Almirante a darsi alle scene fu il nonno di Mario, Pasquale (1799-1863), attore e patriota. Uno dei figli di Pasquale, Nunzio (1837-1906), anch’egli attore e patriota, fu il padre del citato Mario, di Giacomo (1875-1944), di Ernesto (1877-1964) e di Luigi (1886-1963), tutti attori famosi, specialmente Luigi, considerato uno dei migliori attori italiani. Alla stessa famiglia apparteneva la diva del cinema muto Italia Almirante Manzini (1890-1941), figlia di un altro attore e patriota figlio di Pasquale Almirante, Michele, e dunque cugina di Mario, il quale diresse molte delle pellicole da lei interpretate.

Giorgio Almirante, nato a Salsomaggiore per caso (“Sono nato dietro le quinte di un palcoscenico; non importa di quale città. Una settimana prima, sarei nato altrove; una settimana dopo, mi battezzarono altrove”, scrisse egli nella sua “Autobiografia di un ‘fucilatore’”, p. 15), visse i suoi primi cinque anni seguendo la famiglia da una città all’altra nelle quali i suoi parenti calcavano le scene; poi gli Almirante si stabilirono a Torino, dove egli frequentò la scuola elementare “L. Fontana” e il ginnasio-liceo “Gioberti”. Successivamente si trasferì con la famiglia (nel 1926 era nato suo fratello Luigi) a Roma, dove fu studente universitario di lettere e cronista praticante (dal dicembre 1932) presso Il Tevere, quotidiano fascista diretto da Telesio Interlandi, dove lavorò fino al 25 luglio 1943. Fin dagli anni di scuola nutrì due forti vocazioni, al giornalismo e all’insegnamento; non, invece, alla politica: come gran parte dei giovani della sua generazione militò nelle organizzazioni giovanili fasciste, ma durante il regime non andò oltre la carica di fiduciario del GUF della facoltà di lettere dell’università di Roma. Allievo di Giovanni Gentile all’università, nell’aprile 1934 partecipò alla prima edizione dei Littoriali della cultura e dell’arte, a Firenze; essendo stato selezionato nei pre-Littoriali del GUF di Roma per il convegno di critica cinematografica, a Firenze si classificò quinto in tale competizione. Nell’aprile 1935 partecipò ai secondi Littoriali, che si svolsero a Roma; era stato selezionato ancora per il convegno di critica cinematografica, e inoltre per il concorso di giornalismo, ma non entrò nelle classifiche dei vincitori.

Conseguite la laurea in lettere (a Roma, nel 1937, con una tesi sulla fortuna di Dante nel Settecento italiano) e l’abilitazione all’insegnamento di materie classiche nelle scuole medie e nei licei, entrò nel giornalismo professionale nel 1938, dopo sei anni di praticantato gratuito: essendosi guadagnato la fiducia di Interlandi fu da lui nominato caporedattore del Tevere e, poco dopo, anche segretario di redazione della nuova rivista La Difesa della razza (la quale, diretta anch’essa da Interlandi, iniziò le pubblicazioni nell’agosto 1938). Quasi cinquant’anni dopo, avrebbe ammesso di essere stato allora razzista e antisemita in buona fede e per motivi politici (come molti giornalisti italiani poi passati all’antifascismo); la collaborazione alla Difesa della razza fu, di tutta la sua vita, l’unica esperienza che sconfessò completamente, pur conservando un ottimo ricordo di Interlandi. È noto che Almirante, durante la RSI, salvò dalla deportazione in Germania un suo amico ebreo e la famiglia di questo, nascondendoli nella foresteria del ministero della Cultura popolare a Salò.

Il 10 giugno 1940, giorno della dichiarazione di guerra, Almirante, essendo stato richiamato alle armi come sottotenente di complemento di fanteria, comandava un plotone in vedetta sulla costa sarda, nella zona di Santa Teresa di Gallura (Sassari). Egli capì presto che il suo reparto sarebbe rimasto in Sardegna e non avrebbe partecipato alle operazioni di guerra; si offrì allora volontario per il fronte dell’Africa settentrionale, e a tal fine si fece nominare corrispondente di guerra. Assegnato alla 1ª divisione libica camicie nere “23 Marzo”, raggiunse Bengasi alla fine dello stesso mese di giugno. Su quel fronte ebbe il battesimo del fuoco (a Sollum, il 13 settembre 1940) e visse le alterne fasi della guerra fino a tutto il 1941, ottenendo la croce di guerra al valor militare. Tornò poi a Roma e riprese il suo posto di caporedattore del Tevere.

La mattina del 26 luglio 1943, subito dopo la caduta di Mussolini, Almirante si recò alla tipografia e poi alla redazione del Tevere, portando all’occhiello della giacca il distintivo del PNF; ma dovette lasciare il posto, avendo scoperto che nella notte i suoi colleghi erano diventati antifascisti e suoi nemici personali, e il direttore Interlandi era stato arrestato come “fascista pericoloso” (egli, invece, rimaneva libero perché classificato dal nuovo governo tra quelli poco meno pericolosi). Ai primi di agosto Almirante rispose ad una nuova chiamata alle armi, come tenente, presentandosi a Frosinone presso il deposito dell’81° fanteria, il suo vecchio reggimento di prima nomina. Là fu sorpreso, l’8 settembre, dalla notizia dell’armistizio; il giorno dopo, trovandosi a comandare provvisoriamente una compagnia distaccata, fu abbandonato da superiori e sottoposti e preso dai Tedeschi, dai quali ottenne di arrendersi con l’onore delle armi e di essere lasciato libero; raggiunse poi il colonnello comandante l’ormai dissolto reggimento, ottenne da lui (il 10 settembre) una formale licenza e tornò a Roma a piedi. Dopo il discorso di Mussolini alla radio di Monaco (18 settembre) e quello del maresciallo Graziani al teatro Adriano di Roma (1° ottobre), compì senza esitare la sua scelta di campo: andò alla caserma della 120ª legione della MVSN e si arruolò nella costituenda Guardia nazionale repubblicana con il grado di capomanipolo.

Poco dopo incontrò a Roma “l’uomo al quale (dovette) la massima parte di (sé), la (sua) vita stessa” (Autobiografia di un “fucilatore”, p. 109): Fernando Mezzasoma, ministro della Cultura popolare della Repubblica sociale italiana. Mezzasoma convinse Almirante a farsi smobilitare dalla GNR per seguirlo come collaboratore esterno al ministero, i cui uffici erano adesso ripartiti tra Roma, Salò (dove risiedeva il ministro), Venezia e Milano. Dopo pochi giorni di lavoro a Venezia, Almirante passò alla sede di Salò. Il suo primo incarico fu la direzione del servizio intercettazioni radio, servizio particolarmente importante perché fonte di informazioni anche per gli altri ministeri della Repubblica. Poi, il 5 maggio 1944, Mezzasoma lo nominò capo di gabinetto del ministro della Cultura popolare. In tale qualità Almirante sostituì spesso Mezzasoma nei quotidiani rapporti da Mussolini, per il quale svolse anche missioni particolarmente delicate (l’occultamento di documenti relativi ad un progetto di legge, sollecitato dal governo tedesco e respinto da Mussolini, legge con cui la persecuzione antisemita sarebbe stata estesa a cittadini non considerati ebrei prima dell’8 settembre; la tenuta di rapporti diretti e segreti con ambienti italiani della Venezia Tridentina e della Venezia Giulia, annesse di fatto alla Germania ma rivendicate dalla RSI; la diffusione per radio contro la volontà dei Tedeschi, il 21 febbraio 1945, di un comunicato relativo alla sostituzione del ministro dell’Interno e del sottosegretario alla Marina della RSI).

La sua attività di funzionario ministeriale fu interrotta tra il novembre 1944 e il gennaio 1945 dalla sua partecipazione, come tenente comandante il reparto del ministero della Cultura popolare nella brigata nera autonoma ministeriale, alla campagna antipartigiana di val d’Ossola, durante la quale però egli e i suoi uomini non ebbero mai occasione di partecipare a combattimenti. (Nel 1971, a torto, le sinistre avrebbero accusato Almirante, segretario del MSI, di essere stato un “fucilatore”, non per immaginari episodi della campagna di val d’Ossola ma per avere “firmato” – sic – un bando datato dalla prefettura di Grosseto il 17 maggio 1944, comminante la fucilazione ai militari e civili unitisi alle bande partigiane, i quali non si fossero costituiti entro il 25 maggio 1944. In realtà Almirante aveva semplicemente trasmesso alle prefetture il testo di quel bando, giustamente detto “del perdono”, poiché estendeva una precedente amnistia ai militari sbandati che, in virtù di un precedente decreto, avrebbero dovuto essere fucilati anche prima del 25 maggio.)

Il 25 aprile 1945 Almirante, che aveva seguito Mussolini e il ministro Mezzasoma a Milano, rimase in servizio per tutta la giornata lavorativa; poi, avendogli Mezzasoma vietato di seguirlo nel viaggio fatale con Mussolini verso la Valtellina (Mezzasoma, con altri ministri della RSI, sarebbe stato fucilato dai partigiani a Dongo il 28 aprile), entrò in clandestinità e vi rimase per un anno e mezzo, prima a Milano con l’aiuto del suo amico ebreo che egli aveva salvato dalla deportazione, poi a Torino. Nel settembre 1946 riprese il suo vero nome e tornò a Roma, dove intraprese un’intensa attività politica, partecipando alla fondazione (12 novembre 1946) di uno dei molti piccoli gruppi di reduci fascisti repubblicani, il Movimento italiano di unità sociale (MIUS), e alle riunioni preliminari alla fusione del suo e di vari altri gruppi della stessa area in un vero partito politico.

Il 26 dicembre 1946 Almirante partecipò alla riunione costitutiva del Movimento sociale italiano (MSI), che si svolse a Roma nello studio dell’assicuratore Arturo Michelini. Almirante ufficialmente non fu, come spesso si dice, il primo segretario nazionale del MSI (segretario della prima giunta esecutiva del partito fu Giacinto Trevisonno); ma fin dalla fondazione del partito ne fu il dirigente di maggior rilievo, ricoprendo la carica di responsabile della segreteria organizzativa. Egli ricordò così la propria ascesa alla guida del MSI: “… gli amici che il 26 dicembre 1946 come segretario del partito scelsero proprio me, se per avventura non sbagliarono, non sbagliarono perché, istintivamente, non scelsero in me l’uomo politico ma l’uomo libero. Ero tra i più giovani, non avevo vincoli tassativi con un passato personale, perché la mia carriera politica in regime fascista non si era spinta più in là del Guf-Lettere di Roma, non avevo legami di ambiente, non avevo impegni professionali assorbenti perché, abbandonate le poco lucrose rappresentanze commerciali, mi arrangiavo quale professore in Lettere, sia presso un istituto privato sia attraverso qualche ripetizione che davo (latino e greco) nei locali stessi del partito, non disponendo di un ufficio e neanche di una dimora che mi permettesse di ricevere” (Autobiografia di un “fucilatore”, pp. 162-163).

[…]

Ovviamente  la storia continua, ma è piuttosto difficile inserire tutta la biografia di un grande uomo…mica parliamo di gente che sa solo parlare, criticare e poi si piega al potere! Qui parliamo di un tizio dotato di un’arte oratoria indiscutibile, mai sceso a compromessi con la amata dc e che, soprattutto, ha dato il via a quel processo di crescita del partito culminato nella svolta di Fiuggi, guidata dal SUO DELFINO e dal suo ideologo di fiducia! Adesso silenzio!

Categorie: "La guerra del COMANDANTE" · ALLEANZA NAZIONALE · AMICI · AZIONE GIOVANI · AZIONE UNIVERSITARIA · DESTRA · IO, MIMMO VAVALLO · Notizie utili · POLITICA

Chi è il vero che?

19 Febbraio 2008 · 64 Commenti

Su richiesta di un militante di ALLEANZA NAZIONALE di Mola di Bari, pubblico un breve post citante un interessante passaggio de “Il libro nero del comunismo”. Il post è stato preso da qualche parte sullo svariato mondo di internet, ma credo di essere in dovere di ringraziare qualche ragazzo di AG Modugno per queste belle parole che vi metto a seguire. Alla vostra cortese attenzione, alla attenzione delle vostri aperte menti, conscio della vostra obiettività nel saper e, credo anche nel dover, cambiare idea su taluni personaggi storici:

MITICO “CHE”

L’effige del “Che” Guevara è onnipresente, la si trova in ogni angolo, dalle magliette esposte con indifferenza sui banchetti dei mercati rionali alle vetrine delle librerie con pretese “cult”, in formato poster.

È un’icona della media borghesia, dei post-sessantottini di mezz’età e di molti di quei figli che – nonostante i loro padri si fossero votati al dogma dell’aborto come pratica culturale – hanno alla fine generato.

Il “Che” è un business commerciale di prim’ordine, e come tutti i prodotti pubblicitari e merceologici basa la propria rendita innanzitutto sull’ignoranza delle persone, sul loro bisogno di sentirsi massificate.

In aggiunta, non disdegna le classi sociali meno abbienti, attirandole con un feticcio vecchio quasi quarant’anni ma sempre rinverdito, grazie anche al fatto che la politica italica adotta da sempre la prassi di sperperare denaro a destra e manca, ma rifugge (forse per ignoranza) ogni forma di stato sociale tecnicamente efficiente ed efficace.

Il “Che” è buono, pacifista, un difensore degli oppressi, un versione di Robin Hood (anch’esso un falso storico…) stile XX secolo, rigorosamente sporco e accanito fumatore.

Sulla sua predilezione o meno per Bacco e Venere non si parla molto, ma del resto tutte le icone sono caste e pure… La foto qui sotto, non a caso, è così sfumata da sembrare angelica.

Ma non bisogna credere che sia un’icona di esclusivo dominio “sinistroide”: infatti – strano ma vero – negli ambienti di certa destra politica (ed ancor più nel cattolicesimo militante da sagrestia) vive una strana venerazione per quest’intrepido, glorioso e sventurato avversario.

Un “onore alle armi”? Un fatale punto d’incontro tra (opposti?) estremismi? Più probabilmente l’ennesima prova della loro idiozia congenita, e della necessità vitale di evitarli…

MA NON TUTTI SANNO “CHE”…

Ernesto Guevara De La Serna nasce nel 1928 a Buenos Aires in un’agiata famiglia della media borghesia: potendosi permettere vari hobby (tra cui quello delle motociclette), passa gli anni giovanili girovagando per l’America Latina, finché incontra in Messico (nel 1955) un avvocato cubano (Fidel Castro).

Questi si accinge a tornare in patria per tentare un colpo di Stato contro il locale dittatore Batista: i due si intendono alla perfezione e si associano nell’impresa.

Nel 1956 il buon ex-borghese “Che” inizia a distinguersi per crudeltà e bassezza: a capo di una colonna di partigiani, fa legare ad un palo e poi fucilare un ragazzo della sua brigata non ancora ventenne, accusato solo di aver rubato un pezzo di pane ad un compagno perché affamato…

Arrivato al potere, il suo ufficio a L’Habana diventa un noto luogo di torture ed omicidi politici, soprattutto contro ex compagni di lotta che rifiutavano la violenza di massa del leninismo marxista. Alcune stime parlano di circa 20.000 morti.

L’infamia maggiore del “pacifista” Guevara è però legata ai suoi campi di concentramento: il primo (sulla penisola di Guanaha, dove moriranno più di 50.000 persone) risale al 1960, ma presto seguono Arco Iris (Santiago de Las Vegas), “Nueva Vida” (sud-est dell’isola) e soprattutto Capitolo (zona di Palos), “riservato” ai bambini sotto i dieci anni…

In seguito diventa Ministro dell’Industria e presidente del Banco Nacional: elogia il disprezzo per lo “sporco denaro” ma si stabilisce in una lussuosa casa colonica nella capitale, pratica costosi sports d’élite (tra cui la caccia grossa e la pesca d’altura), rilascia interviste alla tuttora compiacente stampa internazionale.

Nel suo esemplare testamento scrive: «Amo l’odio, bisogna creare l’odio e l’intolleranza tra gli uomini perché ciò li rende freddi e selettivi, e li trasforma in una perfetta macchina per uccidere…». Non a caso il suo slogan preferito era «Creare due, tre, mille Vietnam!».

La sua “pacifista” attrazione per il sangue lo porta nel 1963 in Algeria, dove si unisce al genocida marxista Desiré Kabila, e poi in Bolivia nel 1967, dove tenta di fomentare un colpo di Stato socialista.

Qui però gli manca il sostegno della popolazione locale che non si unisce ai suoi “mercenari della rivoluzione”, ed alla fine vien catturato da un gruppo di miliziani che lo giustiziano il 9 ottobre 1967.

[Per maggiori approfondimenti, cfr. «Il Libro Nero del comunismo» (a cura di Stéphane COURTOIS), Mondadori 1998]
questa è solo una sintesi delle tante cose che Che Guevara fece…vi invito a far una ricerca su Internet sui famosi UMAP…veri campi di concentramento presenti durante la dittatura di Fidel Castro…vi invito anche a fare ricerche sull’omofobia di Ernesto Che Guevara..rimarrete esterrefatti…ma infondo comincio a pensare che inneggiare al Che è diventata solo una moda…nei gay pride il volto del Che è ovunque…chissa se continueranno ad inneggiarlo dopo che avranno fatto una breve ricerca su Ernesto e i suoi campi di concentramento…

Categorie: "La guerra del COMANDANTE" · ALLEANZA NAZIONALE · AMICI · AZIONE GIOVANI · DESTRA · IO, MIMMO VAVALLO · Notizie utili · POLITICA

Grazie MAGICA…JUVE!

17 Febbraio 2008 · 28 Commenti

cover1_juve_roma.jpg

Una partita da leoni quella giocata ieri sera all’Olimpico di Torino. Una JUVE d’altri tempi ha letteralmente spezzettato una rometta convinta di andare a prendere facilmente i 3 punti all’ombra della Mole! Questo non è accaduto grazie alla grinta e all’orgoglio che, da oltre 100 gloriosi anni, contraddistinguono lo stile JUVE! Ma veniamo alle tanto attese pagelle…mie!

 BUFFON 6,5: Partita semplice la sua; se fossero tutti così i suoi impegni potrebbe andare in pensione e lasciare il posto a gente come dida! Utile la sua presenza solo su tiretto di un utopistico de rossi…e già, segnare così a GIGI è una utopia!

ZEBINA 6: Ci si aspetta molto di più da un ex di lusso come LUI, ma ciò sarebbe vero per qualsiasi altro giocatore…LUI è ZEBINA, dobbiamo essere grati della sua sufficiente prestazione! Con un fisico così devi solo correre, LUI invece, alle volte, riesce a fare piccoli danni! Ma ieri, tutto sommato, buona prestazione!

LEGROTTAGLIE 7: Solido, roccioso, insuperabile, ineguagliabile NICOLA! Fantastico il suo rendimento! Una volta, avesse rischiato una autorete come quella di ieri, lo avremmo messo alla gogna…oggi no! Oggi può permettersi anche questo, dato che, per il resto, è stato semplicemente perfetto!

CHIELLINI 7: Anche LUI è insuperabile; con quel fisico blocca tutto! Addirittura, verso il finire della partita, impazzisce e cerca una incursione tutta sua: non ci riesce per puro caso, ma, scaricando palla su PAVEL, fa guadagnare tempo preziosissimo! Negli interventi sempre duro, ma pulitissimo! Bravo GIORGIO!

MOLINARO 7: Peccato che non ha ancora acquisito quella tecnica giusta per renderlo un fluidificante perfetto. Ma, se continua così, migliorando anche nella tecnica, non faccio un azzardo dicendo che, in futuro, potrebbe superare anche zambrotta! Chi parla lo fa cono coscienza, da perfetto conoscitore di entrambi i giocatori e sa che MOLINARO, dal punto di vista atletico non ha nulla da invidiare a Gianluca; dal punto di vista tecnico non è poi tanto difficile superare l’ex miglior giocatore del mondo ( dopo gli ingiudicabili ovviamente!).

CAMORANESI 6,5: Prestazione buona la sua! Questa volta non c’entra niente LUI con il gol, ma è sempre quell’uomo in più dal punto di vista tecnico a cui la JUVE non può rinunciare! Però, MAURO GERMAN, vedi se ti fai un po’ meno male!

ZANETTI 7: E che altro devo dire di questo giocatore! Non smetterò mai di lodare il giorno in cui qualcuno ha detto che era un giocatore finito, inutile e da buttare in panchina o in qualche squadretta! Che bravo CRISTIANO che è!

NOCERINO 6,5: Partita ricca di grinta la sua! Fa a pieno il suo dovere; dopo le grigie prestazioni delle settimane scorse (giustificabili da un rendimento più che perfetto fino a Natale!) torna a fare il suo dovere! Il mezzo punto in meno gli è assegnato per precauzione…non vorrei che legga le mie pagelle e si monti la testa! Deve prima tornare a pieni giri a fare il NOCERINO e poi gli metterò anche 9,5 se lo meriterà (il 10 va solo a certe ineguagliabili persone!).

PALLADINO s.v.: meglio che non ho il tempo per giudicarlo!

PAVEL NEDVED 8: Signori, quest’uomo è straordinario! E’ inimmaginabile che un comune mortale faccia le cose che fa questo giocatore, alla sua età e con la sua carriera alle spalle! Sfido chiunque (e qua vorrei proprio interisti e romanisti!) a trovarmi un giocatore dell’età di PAVEL, con un pallone d’oro vinto, con scudetti e finali di coppa dei campioni alle spalle, che si mette in campo e corre in lungo e in largo dall’inizio alla fine della partita! Quando vedi quel parrucchino biondo correre da una parte all’altra è una goduria, è un ricordo di un calcio di altri tempi, sembra vedere un giocatore che gioca per guadagnarsi un posto da titolare, oppure sembra che gli abbiano detto che il suo stipendio è correlato a quanti Km riesce a fare nell’arco dei 90 minuti. Eppure IO ero stato il primo a dire che questo sarebbe stato l’anno in cui PAVEL avrebbe fatto bene a ritirarsi dal calcio. E LUI, di tutta risposta, mi ha dimostrato di essere ancora più che vivo. Quando esce, naturalmente, lo fa tra gli applausi di tutto lo stadio, di tutti coloro che, obiettivamente, hanno visto la sua prestazione, oltre che dai miei più sinceri complimenti (via televisione!).

IAQUINTA 7: Secondo me è quello che ha dato a tutti gli altri l’esempio di come si mette in campo la grinta…correndo, correndo, correndo! E’ pronto su tutti i palloni che gli giungono e, per poco, non mette dentro una palla su una girata spettacolare!

TREZEGUET 6:  Qualche fazioso giornale ha il vizio di mettergli perennemente 5, ma IO non lo farei mai! Poverino, DAVID, gioca in funzione degli altri: se gli arrivano palle, LUI è là e raramente sbaglia! Ma se, anche a causa dell’uscita di CAMORANESI, le palle in area scarseggiano, cosa ci può fare il PRINCIPINO! Abbiamo il miglior attaccante al mondo e quel giornale fazioso scrive contro di LUI per pura invidia! Tenetevi zlatan che NOI ci accontentiamo di DAVID!

SISSOKO 6,5: A quanto pare era proprio il giocatore che ci mancava: a centrocampo tutte e palle sono sue! Non ne perde una! In fase di contrasto deve abituarsi all’esile calcio tottiano, tipico della signorilità Italiana! Tempo di capire che, in ITALIA, non si può assolutamente sfiorare la caviglia dell’avversario e sarà perfetto! Un tassello in più nel futuro di una squadra che vuole rimpossessarsi di ciò che è proprio!

Categorie: "La guerra del COMANDANTE" · AMICI · IO, MIMMO VAVALLO · JUVENTUS · Notizie utili

Che c’è di strano?

11 Febbraio 2008 · 85 Commenti

2008: ANNO STORICO!

Per tantissimi anni milioni di elettori sono stati chiamati a mettere croci sulla fiamma, per tantissimi anni c’è stata quella fiamma che lasciava vive in tutti NOI di DESTRA quelle idee ancorate saldamente a quel simbolo, per tantissimi anni, durante gli scrutini, si era abituati a dover avvicinare alcune schede elettorali agli occhi per poter identificare un leggero segnetto sulla fiammella che ardeva all’interno del logo di ALLEANZA NAZIONALE! Beh, per tantissimi anni siamo stati abituati a tutto ciò, ma ora dobbiamo dimenticare tutto e guardae avanti, gurdare al futuro, guardare a quello che andrà a sostituire quel tradizionale simbolo!

Non pretendo che tutti si possa essere d’accordo sulla scelta drastica che in questi giorni il nostro PRESIDENTISSIMO sta facendo, nè tanto meno io stesso dico di essere certo che questa sarà la migliore soluzione o che sia totalmente contento di tale risvolto! Dico semplicemente che, ora, questo è il futuro che ci deve interessare direttamente nei prossimi mesi e, forse, anche nei prossimi anni! Allo stesso tempo dico anche che, forse, tale scelta non è del tutto da pazzoidi…dei motivi validi ci saranno pure!

Ricordo per ricordo, andiamo a rispolverarli tutti i ricordi. Ricordate quello che, anni a dietro, sosteneva il nostro caro PINUCCIO TATARELLA? Ricordate quando parlava del grande contenitore di Destra? Ricordate che, all’interno del partito, suscitava tanto interesse? Ma, soprattutto, ricordate che svolta diede allora a un umile partito (dal punto di vista numerico ovviamente!)  quella che sembrava una scelta forzata? IO lo ricordo! E credo che tutti quelli che, allora, non hnno avuto la pessima idea di abbandonare FINI, lo ricordino bene! Ma, ancora, ricordate il 2 dicembre 2006? Ricordate Roma tinta di DESTRA, tinta di un popolo coeso che sfilava per le sue strade diffondendo quella idea di Destra per le vie della capitale? Ricordate Berlusconi a Bari, circondato da una folla immensa di gente di Destra che lo ascoltava e lo applaudiva come fosse l’unico leader di una grande lista?

IO tutto ciò lo ricordo e, alla luce di questo, non ci vedo assolutamente niente di strano nella scelta di presentare una lista unica in questa tornata elettorale. Dopo, in base anche ai risultati che si otterranno, si prenderà atto e si vedrà il da farsi! Ma per ora, consci anche del fatto che ormai, nel bene o nel male, la scelta è stata fatta, NOI, genete di Destra,  dobbiamo solo rimboccarci le maniche e riprenderci ciò che ci spetta di diritto: IL GOVERNO della ITALIA! Tutto il resto è nulla!

Categorie: IO, MIMMO VAVALLO

Comunistelli che parlano! Ma chi sono i professori?

8 Febbraio 2008 · 44 Commenti

Vorrei fare alcune precisazioni ora che siamo ai nastri di partenza di una estenuante campagna elettorale che ci vede tutti, dico tutti, molto impegnati.

Innanzitutto lancio da questo umile bolg la proposta di vederci tutti per una cena prebellica verso la fine della settimana prossima (venerdì 15 sarebbe l’ideale!), in modo che ridiamo e scherziamo insieme per l’ultima volta prima di entrare nel vivo della guerra politica che, mettendo da parte la inutile ipocrisia di circostanza, ovviamente ci vedrà tutti coinvolti!

Fatto questo assunto, vorrei rispondere da questo blog (il mio blog!) ad alcune considerazioni emerse da post scritti da altri su posti dove, almeno per ora, non credo di potermi affacciare da ospite gradito!

Stando alle parole di alcuni saggi ed esperti di giurisdizione nazionale, nostri concittadini, vale necessariamente la “bastarda” equazione: DESTRA=mafia! Da idealista della più pura e sincera antimafia qual sono, permettetemi di rispondere con qualche MIA valutazione.

1) In Sicilia la mafia esiste da un pò di anni prima che nascessero Udc e Forza ITALIA (AN non la cito neanche perchè, a quanto pare, non è tenuta in considerazione da lor signori!).

2) Se è vero come essi dicono che Cuffaro è tanto di Destra quanto è mafioso, allora vuol dire che i giudici supremi della Cassazione molese hanno assolto Cuffaro da ogni reato di mafia, dato che tale politico è nient’altro che un ex democristiano (la Destra è ben altro…ma nelle scuole questo non credo ve lo abbia mai insegnato qualcuno!).

3) Chi ha mai attestato che il signor Cuffaro sia mai stato mafioso? Io non ho sentito la parola mafia in alcuna sentenza di condanna (peraltro in primo grado di giudizio!) relativa all’ex governatore della Regione Sicilia. Poi, se un giorno sarà asserito questo, sarò il primo che chiederò per lui lavori forzati per 70 anni!

4) Qualcuno nelle scuole vi ha mai insegnato qualcosa relativa al signor PAOLO BORSELLINO? Vi hanno mai detto che questo nome va citato con parsimonia, con molta parsimonia? Vi hanno mai raccontato delle sue lezioni ai ragazzi del FRONTE DELLA GIOVENTù? Ops…sapete chi erano i ragazzi del FRONTE? Non credo che qualcuno sia mai andato oltre i finti sessantottini nelle scuole Italiane! Sapete che anche e soprattutto a Destra c’erano ragazzi che combattevano la mafia, il capitalismo sfrenato, l’America? Ne dubito!

5)Totò Cuffaro è stato legittimamente eletto dal popolo siciliano con (voi lo dite!) circa 200000 voti di scarto! Carissimi giudicanti 200000 sono tantissimi in una Regione: se leggete un pò di dati ve ne renderete conto voi stessi!

6) Con affermazioni di una gravità così pesante come quelle in cui emerge che la Destra sin d’ora ha solo interagito con la mafia, si vuole sostenere che gran parte della ITALIA, ad oggi, è mafiosa! Grande constatazione che fanno taluni storici…siete degni di scrivere i famosi libri di testo che ci hanno cresciuto per 50 anni e passa, quei libri in cui la storia si fermava alle leggi razziali di Mussolini, quei libri che dimenticano che i primi a combattere la mafia sono stati noti politici di Destra, di un’altra e storica e antiquata Destra!, ma pur sempre di Destra, quei libri che dimenticavano completamente la tragedia delle foibe!

Insomma, sentire oggi da qualche comunistello per moda, che magari non sa dell’esistenza delle grandi tragedie rosse, che magari non sa nulla dei famosi centri di potere ( anche quella per me è mafia!), che magari non sa nulla di quello che la sua sinistra ha fatto di male nella storia del mondo intero, che magari non sa nulla di quello che accade in Birmania (avranno detto loro che quei colonnelli sono fascisti scampati ai partigiani!), sentire dire da questa gente che DESTRA=mafia, è qualcosa di tanto grave quanto grnde è la loro conoscenza della storia e della mafia in ITALIA!

Giacchè state andate a fare una ricerca sul prefetto di ferro: vi anticipo una cosa…era un comunista col pallino di cacciare dalla nostra terra ogni esponente mafioso che incontrava sulla sua strada! Però non vi rivolgete ai vostri profesori…potrebbero ingannarvi ancora una volta!

ps: Spiegate a questi ragazzetti che non è affatto buono provocare IL COMANDANTE! E sulla mafia, su PAOLO BORSELLINO e su GIOVANNI FALCONE non accetto storture di alcun tipo!

Categorie: "La guerra del COMANDANTE" · ALLEANZA NAZIONALE · AMICI · AZIONE GIOVANI · DESTRA · IO, MIMMO VAVALLO · POLITICA

Più bella cosa di Mola non c’è!

6 Febbraio 2008 · 17 Commenti

obelix-002.jpgobelix-001.jpgobelix-003.jpgobelix-004.jpg

MOLA ti voglio troppo bene…sei ricca di personaggi fantastici, sei la più bella città del mondo!

Come si può non vivere a Mola: dove trovate cotanta gente simpatica con cui condividere i migliori giorni della nostra vita!

Categorie: AMICI · IO, MIMMO VAVALLO · MOLA DI BARI · faxxate

Come può non piacere un paese in cui è Carnevale tutto l’anno!

4 Febbraio 2008 · 38 Commenti

Il Carnevale a Mola è onnipresente!

Chi di voi ha avuto, ieri pomeriggio, il piacere o la fortuna di ascoltare il nostro carissimo tg regionale, avrà sentito nominare Mola tra i paesi in cui si è svolta qualche manifestazione carnevalesca. Precisamente si è detto: “Cortei di carri allegorici a Putignano, Manfredonia, Mola di Bari,…”. A parte la invenzione dei carri allegorici (se davvero hanno detto questo!Può darsi anche che loro abbiano parlato di corteo e io abbia capito male, per carità!), sull’associazione Mola-Putignano-Manfredonia non ci sono dubbi, ho ascoltato bene e sono rimasto alquanto basito da questa ingiusta assimilazione tra manifestazioni assolutamente incongruenti tra loro.

Ma veniamo al nostro paese e a quello che si è svolto in piazza XX Settembre domenica mattina. Prima però vorrei fare una premessa che, secondo la maggior parte di voi, potrebbe non “azzeccare” a nulla; eppure qualcuno, vedi Nico R., potrebbe capirmi.

Sabato sera, appena uscito di casa, mi incontro con qualche amico nel mio locale preferito, allorquando,  bevendo di gusto una sana dregher, ci imbattiamo in una vera e propria discussione politica: in pratica un porta a porta alla molese! Protagonisti: un noto politico locale, ora leader nazionale del suo partito, un paio di esponenti del naufrago udeur, qualche rappresentante della società civile (muratori, contadini ed esercenti) e i giovani (noi!). Nell’ambito del dibattito esce di tutto, si fanno pronostici sulle elezioni, si fa fantapolitica, si eleggono sindaci e vicesindaci popolari. Giusto per la cronaca il più gettonato alla carica di sindaco era un tale Altobelli (gli addetti ai lavori sapranno di chi si tratta!). Finito il forum sulla politica molese, usciamo dal bar consci, una volta di più, di trovarci in un paese davvero strano, fatto di gente “carnevalesca”.

E qui il nesso: il giorno dopo, ieri mattina, mi ritrovo più o meno nello stesso punto a osservare la sfilata carnevalesca molese. Nell’osservarla mi rendo conto di come anche l’amministrazione o chi per lei ha organizzato questo corteo, si sia resa conto di quanta gente strana e simpatica, di quante facce carnevalesche siano presenti  nella nostra cittadina.

Chi ha avuto la fortuna di vedere la sfilata, avrà avuto come me la impressione di vedere un corteo funebre svoltato a festa: in effetti le persone che ci andavano dietro erano le stesse che, durante i funerali, portano corone e quant’altro; ancora, erano le stesse che, nelle processioni religiose, portano lampioni o pennacchi, insomma erano i cosiddetti jolly a cui puoi far fare di tutto per qualche spicciolo.

Dunque una manifestazione organizzata con pochissimi soldi che, onestamente, ha fatto un po’ ridere la gente (veramente, non ironicamente!), ma che, oggettivamente, non può assolutamente essere paragonata a eventi consolidati come quelli di Putignano o Manfredonia.

W Mola di Bari e i suoi carnevaleschi personaggi!

Altobelli sindaco di Mola!

Giacomino assessore all’ambiente!…”Nico! Nico…le graste! Butta l’acqua!”.

 

Ah, dimenticavo: grazie alla gentile collaborazione di Tommaso, molto probabilmente sabato prossimo (venerdì sera!), sul settimanale “Fax”,  troverete le prove di quanto io mi sia divertito veramente nei festeggiamenti di domenica mattina!

Come faccio a  lasciare MOLA DI BARI!…Per favore, fatemi fare il sindaco un giorno!

Categorie: AMICI · IO, MIMMO VAVALLO · MOLA DI BARI · faxxate